Settembre: quando il “con calma” diventa “urgente”

Anche il clima vuole farcelo capire: le ferie sono finite, si torna in ufficio!

Tutto quello che finora si trovava in cima alle “cose da fare senza urgenza” ormai è diventata una priorità imminente che non può aspettare. E così che ricominciano i primi giorni di lavoro, altro che “ripresa graduale”, si arriva al mattino freschi e riposati per tornare a casa la sera perdendo la capacità di parola.

La convinzione è di ammortizzare con calma tutto il lavoro in standby, ma una valanga di impegni è già pronta lì, nella mailbox o nelle pagine dell’agenda. Tutti i clienti partono carichi di convinzioni, come se ogni volta iniziasse il mondo, tutti euforici e impazienti come bimbi davanti alla vetrina di un gelataio. Poi le buone intenzioni cadono come foglie ingiallite, lasciando spazio alla rassegnazione autunnale.

Sembriamo tutti operai della Terra, presi dalla vendemmia, impegnati a raccogliere fino all’ultimo grappolo d’uva prima che la pioggia rovini il raccolto, con la speranza che venga fuori presto un buon vino.

Ma il buon vino, si sa, matura con il tempo: i risultati del duro lavoro vengono fuori solo prestando pazienza e costanza, senza mai perdere di vista il proprio obiettivo anche quando la cura dei dettagli sembra uno sforzo inutile. E’ proprio quando il terreno sembra nudo e freddo che bisogna prepararlo per accogliere il prossimo raccolto!